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Clinica ortopedica


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Ernia del disco: operare è meglio

ernia-300x300Chirurgia e trattamento conservativo: qual è la scelta migliore in caso di ernia del disco? Secondo lo studio condotto da Jon D. Lurie del Dartmouth-Hitchcock medical center e della Geisel school of medicine (News Hampshire, Usa) e pubblicato su Spine, l’opzione chirurgica è la migliore e porta a un più marcato miglioramento a lungo termine, sia riguardo al dolore che al recupero della funzionalità.
I ricercatori hanno analizzato i dati ottenuti dallo Spine patient outcomes research (Sport), uno dei più grandi studi clinici sulla chirurgia per i disturbi della colonna vertebrale.

In 13 cliniche ortopediche degli Stati Uniti, sono stati presi in esame 1244 pazienti con ernia del disco intervertebrale a livello lombare, confermata dalle immagini ottenute in fase diagnostica. Circa 500 sono stati suddivisi in due gruppi per ricevere un intervento di discectomia oppure un trattamento non chirurgico comprendente una terapia fisica attiva, esercizi fisici da eseguire domiciliarmente e farmaci antinfiammatori non steroidei se ben tollerati. A ciascun paziente è stata comunque offerta la possibilità di cambiare gruppo e ricevere un trattamento diverso da quello assegnato dall’algoritmo di randomizzazione.

Per gli oltre 700 soggetti rimanenti, la scelta tra la chirurgia e il trattamento conservativo è stata lasciata ai pazienti stessi e ai loro medici. I gruppi sono stati confrontati, lungo un periodo di follow-up durato otto anni, in base alle misurazioni standard del dolore, della funzionalità fisica e della disabilità. Coerentemente con i dati precedentemente ottenuti nell’ambito dello stesso trial, i pazienti assegnati a intervento chirurgico hanno ottenuto risultati migliori.

mal-di-schiena-t-shirt-postura-corretaaSui cento livelli previsti dalla scala del dolore utilizzata, la differenza media di punteggio è stata di circa undici punti e le misurazioni della funzionalità fisica e della disabilità hanno fatto registrare differenze analoghe. La chirurgia ha portato anche a un miglioramento più forte anche riguardo ad alcune variabili aggiuntive, come il fastidio dovuto ai sintomi della sciatica, la soddisfazione del paziente e la percezione soggettiva dei risultati ottenuti.

La differenza si è mantenuta nel corso del tempo e, dopo otto anni di follow-up, i pazienti che erano stati sottoposti a intervento di discectomia hanno mantenuto i miglioramenti clinici in tutti gli outcome primari. In entrambi i gruppi, comunque, tra il quarto e l’ottavo anno c’è stato solo un minimo, se non nessun peggioramento nei risultati ottenuti. C’è però da segnalare che, tra i pazienti con forti indicazioni chirurgiche, oltre un terzo ha optato per il trattamento conservativo e molti di loro hanno comunque ottenuto miglioramenti sostanziali nel tempo. La presenza di una percentuale così elevata di soggetti con patologia grave che hanno deciso di non operarsi introduce un altro elemento di riflessione: infatti, restringendo l’analisi e basandola solo sulla “intention to treat” non sono state rilevate differenze statisticamente significative per quanto riguarda gli outcome primari di dolore, limitazione funzionale e disabilità.

Lurie JD, Tosteson TD, Tosteson AN, Zhao W, Morgan TS, Abdu WA, Herkowitz H, Weinstein JN. Surgical versus nonoperative treatment for lumbar disc herniation: eight-year results for the spine patient outcomes research trial. Spine (Phila Pa 1976). 2014 Jan 1;39(1):3-16.

Tratto da: http://www.orthoacademy.it/colonna/ernia-del-disco-operare-e-meglio/#sthash.THxUaBpV.dpuf