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Dalle immagini ai video: Active Mri è nuova tecnica per la diagnostica del polso

Active-MRI-3W-1024x577Se un’immagine vale più di mille parole, ancora più utile può essere un filmato, specie se è utilizzato a fini diagnostici. I ricercatori della University of California (Davis), hanno messo a punto un sistema per creare dei video del polso in movimento a partire da una serie di immagini ottenute tramite risonanza magnetica e l’hanno descritto in un articolo comparso sulla rivista Plos One. La tecnica, battezzata Active Mri (risonanza magnetica attiva), potrebbe essere utile per diagnosticare certe piccole alterazioni fisiologiche che caratterizzano l’insorgere di condizioni patologiche come le instabilità carpali.

«Il rapido susseguirsi delle immagini si traduce in una specie di filmato – ha detto il coordinatore del gruppo di ricerca, il radiologo Robert Boutin – e se necessario il video può essere rallentato, fermato o anche riprodotto al contrario. Durante l’esame,si chiede ai pazienti di compiere i movimenti che creano fastidio o difficoltà, le immagini vengono scannerizzate e i medici possono controllare il modo con cui lavora l’articolazione; a volte, del resto, il dolore o altri sintomi si manifestano soltanto con il movimento».

Un altro degli autori, Abhijit Chaudhari, ha ricordato che le instabilità al polso si verificano quando le ossa del carpo si disallineano e compromettono la funzionalità dell’articolazione, spesso in seguito a traumi a carico dei legamenti; questo può causare mobilità anomala e dolore cronico per poi sfociare in osteoartrosi, ma una diagnosi precoce potrebbe rendere gli interventi meno invasivi e più efficaci.

«Le scansioni ottenute dalla risonanza magnetica – ha detto Chaudhari – danno informazioni dettagliate senza emettere radiazioni ionizzanti, ma non possono aiutare nella diagnosi di problemi all’osso o ai tendini, che si evidenziano quando il polso si muove; invece l’Active Mri fornisce una visione in real time del movimento del polso utilizzando una tecnologia sicura e ampiamente disponibile».

Un esame completo di risonanza magnetica richiede normalmente dai 30 ai 45 minuti e almeno tre minuti per ciascuna immagine, tempi troppo lunghi per poter realizzare un video, ma i ricercatori americani hanno sviluppato un nuovo protocollo che permette di rilevare un’immagine ogni mezzo secondo. Inoltre il movimento delle ossa nella zona del polso potrebbe interferire con il campo magnetico dello scanner causando un indebolimento del segnale: anche questo problema è stato superato con una soluzione tecnica che stabilizza il campo magnetico e offre ai medici una visione più chiara.

Finora l’Active Mri è stato sperimentato su 15 polsi di dieci volontari che non avevano particolari patologie articolari e ciascun esame è durato appena dieci minuti. Il passo successivo, dicono gli autori, sarà la validazione di questa tecnologia in pazienti con sintomi di instabilità carpale.

Guarda due esempi di Active Mri:

Video 1

Video 2

active-MRI

Tratto da: http://www.orthoacademy.it/polso-e-mano/active-mri-diagnostica-del-polso/#sthash.3hvHwdeC.dpuf