Artros

Clinica ortopedica


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Problemi alle articolazioni

Problemi alle articolazioni sono uno dei più frequenti fastidi dell’uomo moderno. Costituzionalmente le più sensibili sarebbero le persone atletiche, ma il fatto è che non esiste un trentenne che non abbia ancora sentito il dolore ad almeno una delle articolazioni.

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Gomito del tennista

Anche se chiamiamo questa condizione il gomito del tennista questa non è connessa solo con il gioco di tennis. Spesso è determinata da un uso eccessivo e continuato del braccio e dell’avambraccio, ed è tipica di soggetti che, a causa di particolari attività sportive o professionali, sono costretti a ripetere determinati movimenti. La causa del gomito del tennista non è solo lo sforzo fisico ma anche il lavoro frequente con il computer a causa del uso di tastiera e mouse. Il dolore tipico di questa condizione è localizzato sulla parte esterna del gomito e si aggrava quando il braccio è caricato. Il dolore è causato dall’infiammazione dei tendini. Nella fase iniziale quando il dolore si verifica, basta interrompere il lavoro per un po’ di tempo e riposare, questo col tempo non basta più. Continuando a lavorare nello stesso modo e praticando lo stesso sport, i dolori si aggravano e non cessano neanche quando interrompiamo con l’attività. Anche normali attività quotidiane come lavare i denti oppure guidare sono eseguite con difficoltà. Il dolore è accompagnato dal gonfiore, mobilità limitata, anche disagio, la forza muscolare è diminuita.

 

Lesioni del polso

Distorsioni e fratture del polso sono lesioni abituali per cadute. Se per esempio inciampate, la reazione normale è di stendere le braccia e cadere sulle mani. La conseguenza può essere la distorsione o anche frattura del polso. Se la mobilità è severamente limitata e dolorosa, e si sentono dei scricchiolii, è molto probabile che il polso è fratturato. Più frequentemente si verifica una frattura dell’osso navicolare o scafoide.

Dolori severi al polso possono essere anche una conseguenza della ripetizione di determinati movimenti. Si tratta del sindrome del tunnel carpale dove il dolore severo colpisce il polso e la mano. I tessuti nel tunnel carpale si gonfiano, infiammano e schiacciano il nervo,il che causa formicolio e dolore. Questa lesione è tipica per persone che spesso usano la tastiera e il mouse, e anche per falegnami, mercanti, dipendenti nelle catene di produzione, violinisti.

 

Problemi alla spalla

Il dolore nell’articolazione della spalla è una conseguenza di una lesione oppure un’affezione. Questa può diffondersi anche nella parte superiore del braccio fino al gomito. Le cause più frequenti per il dolore cronico nella spalla sono sindrome da impingement della cuffia dei rotatori, lesioni dei tendini della cuffia dei rotatori, infiammazione della capsula articolare e usura della spalla oppure artrosi. Nella sindrome da impingement il tendine nella spalla si gonfia e infiamma. Il paziente sente dolore nell’elevazione del braccio, durante il sonno, si può sentire anche il scricchiolio nella spalla.

Anche una lesione o rottura dei tendini può manifestarsi nella incapacità di usare le braccia. Il paziente a volte non può elevare la mano neanche davanti a sé e si veste con difficoltà. Questa lesione spesso appare in persone di età superiore a 40 anni a causa di sovraccarico del muscolo oppure di cambiamenti degenerativi. In persone più giovani di solito la lesione è causata da una caduta sulla spalla. Il corso della malattia è formato da tre fasi. La prima è la fase dell’infiammazione, questa è veramente dolorosa e dura da tre fino a otto mesi. Nella seconda fase, la quale dura da tre fino a quattro mesi, il dolore gradualmente cessa, e nella terza fase si ricovera e la mobilità migliora.

Il dolore cronico della spalla può essere causato anche dall’usura dell’articolazione della spalla o artrosi. Questa è una rara ma insidiosa affezione, le cui cause sono molto differenti e nei 20 o 30 anni di età non può essere prevista, e si esprime più frequentemente dopo i 65 anni di età. In questo caso si tratta di degradazione della matrice cartilaginea dell’articolazione.

 

Dolore alla schiena

Quasi ogni adulto conosce il dolore nella colonna cervicale e lombare. I più diffusi sono i danni ai dischi intervertebrali che si verificano più frequentemente nella parte inferiore della schiena. Il dolore acuto della schiena può essere causato da malattie degenerative, per esempio cambiamenti nella superficie cartilaginea di piccole articolazioni della colonna vertebrale, cambiamenti di dischi intervertebrali e apofisi vertebrali – sporgenze dei corpi delle vertebre, ma molte volte il dolore alla schiena è causato da un semplice movimento come raccogliere qualcosa dalla terra. La causa potrebbe essere che prima facevamo altre cose come sollevamento di carichi pesanti, e non lo facevamo in modo corretto e abbiamo subito una lesione che si verifica più tardi, facendo un semplice movimento. Le cause più frequenti per problemi alla colonna vertebrale sono la debolezza muscolare o mancanza di movimento e postura scorretta quando siamo seduti, sdraiati e quando camminiamo. Specialmente a causa di un aumentato numero di ore che siamo seduti (scorrettamente) nel ufficio, i problemi alla schiena sono oggi una della più frequenti cause per l’assenza da lavoro.

 

Usura della cartilagine

La causa più frequente per dolori alle articolazioni in persone adulte è l’usura della cartilagine articolare. La causa profonda di solito non è nota, alla lesione possono contribuire sovraccarico articolare, processi degenerativi e anche genetica. L’usura della cartilagine abitualmente procede lentamente, il primo segno è spesso un dolore occasionale che è presente se l’articolazione è caricata per troppo tempo. È molto interessante il fatto che l’usura della cartilagine è un punto comune di sportivi professionisti e persone anziane. La struttura della cartilagine cambia specialmente con l’invecchiamento, la superficie diventa sempre più rigida e fragile, problemi addizionali possono essere causati da piccole particelle di cartilagine che si staccano. L’usura dell’articolazione causa dolori durante il movimento, il paziente può sentire uno scricchiolio, quando si è fermi l’articolazione si indurisce. A causa della mobilità peggiorata e attività diminuita, le conseguenze colpiscono anche i muscoli, i quali si indeboliscono, il che significa un’addizionale mobilità peggiorata del paziente.

 

Lesione del legamento crociato anteriore del ginocchio

L’articolazione del ginocchio è una delle articolazioni più caricate. Nonostante il fatto che è costruito in un modo che lo fa molto flessibile, le lesioni possono accadere, specialmente se nel momento di un caricamento maggiore facciamo un movimento incontrollato. La lesione più frequente del ginocchio è quella del legamento crociato anteriore (LCA), la quale causa un’instabilità del ginocchio e movimenti anomali dell’articolazione. Questi sono la causa di possibili lesioni di altre strutture e di un usura aggravata. La lesione del legamento crociato anteriore è un evento traumatico molto frequente soprattutto per chi pratica attività sportiva, specialmente per persone giovani e attive. In generale è più frequente tra maschi, ma negli ultimi tempi è cresciuto il numero delle lesioni anche tra donne. Gli sport maggiormente rischiosi sono lo sci, calcio e basket.

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Tratto dalla rivista MOVIMENTO, edizione speciale

 

http://www.artros.it


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LCA: le tre variabili che influenzano le recidive

ginocchioDopo un intervento di riparazione del legamento crociato anteriore, una nuova rottura che renda necessario un ritorno in sala operatoria è purtroppo un evento frequente. Uno studio presentato lo scorso luglio, in occasione del congresso annuale della American Orthopaedic Society for Sports Medicine (Aossm), suggerisce però che esiste la possibilità di identificare dei fattori di rischio e dunque di ridurre al minimo l’eventualità di un re-intervento, soprattutto grazie a un’adeguata collaborazione con i pazienti, che vanno educati a comportamenti corretti.

Il coordinatore del gruppo di ricerca è stato Christopher C. Kaeding, medico della Ohio State University, che ha affermato: «il nostro studio suggerisce che vi sia un numero ristretto di fattori di rischio che influiscono sulla probabilità di dover ricorrere a un nuovo intervento: l’età del paziente, il tipo di innesto utilizzato e il livello di attività fisica». Proprio in riferimento a quest’ultimo punto, Kaeding ha aggiunto che «migliorando l’aspetto formativo riguardo agli atteggiamenti da tenere sulla base dei fattori di rischio, i pazienti possono essere in grado di ridurre al minimo le recidive».

Il medico americano e il suo gruppo di ricerca hanno analizzato i dati di 2.695 pazienti registrati in uno specifico database contenente gli interventi di riparazione del legamento crociato anteriore (Moon Acl injury database). Tutti i pazienti avevano una storia di ricostruzione primaria del Lca e nessun precedente intervento chirurgico al ginocchio controlaterale. I fattori esaminati dai ricercatori sono stati: il tipo di innesto, l’età, lo sport praticato dopo l’intervento chirurgico, il sesso, l’abitudine al fumo, lo stato della lesione meniscale e l’Indice di massa corporea (Bmi).

L’analisi dei dati ha mostrato che in 116 casi (il 4,3% del totale) si era registrata una nuova rottura del legamento sullo stesso lato in cui c’era stato il primo infortunio e il successivo innesto, mentre erano stati 97 (3,6%) i pazienti che avevano subito una rottura controlaterale. In termini percentuali, le probabilità di una nuova lesione del legamento operato sono diminuite del 9% per ogni anno in più di età del paziente, mentre quelle di un nuovo strappo al legamento crociato del lato opposto sono diminuite del 4% per ogni anno d’età.

Kaeding ha così commentato il risultato: «lo studio mette in evidenza che un’età più giovane, una più intensa attività fisica al momento della rottura e un trapianto allogenico possono aumentare il rischio di nuova lesione del legamento operato nei primi due anni. Nei pazienti più attivi e più giovani, una nuova lesione, ma nella gamba opposta alla prima, è risultata predominante».

Knee sport injuryCerto non si può intervenire sul fattore età, ma secondo il ricercatore americano «i medici e i fisioterapisti devono educare meglio i pazienti riguardo a un corretto allenamento neuro-muscolare, che deve continuare anche dopo la fine del primo programma di riabilitazione, in modo da aiutarli a prevenire future lesioni».

 

American Orthopaedic Society for Sports Medicine (Aossm) Annual Meeting 2014

Tratto da: http://www.orthoacademy.it/ginocchio/lca-le-tre-variabili-che-influenzano-le-recidive/#sthash.YWNk2Pbe.dpuf


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Lesioni traumatiche da sci

imagesCATJK24LBenché lo sport sciistico abbia la reputazione di essere uno sport pericoloso, le statistiche indicano che le percentuali generali di lesioni traumatiche causate dallo sci, grazie ai notevoli progressi tecnici sia in tema di attrezzature che di migliore preparazione delle piste e forse anche ad una maggiore preparazione fisica, si sono ridotte, durante gli ultimi quindici anni, del 50%.

La parte del corpo che più frequentemente è colpita è il ginocchio e rappresenta circa il 45% di tutte lesioni da sci, ma, durante gli ultimi quindici anni, a fronte della diminuzione del numero degli incidenti è aumentato il numero delle lesioni più gravi a carico dello stesso, quali la rottura dei legamenti collaterali che ha raggiunto l’entità del 172%.

 

Chi maggiormente va incontro a tali lesioni?

La ricerca suggerisce che gli sciatori più giovani più alti e magri e quelli con meno esperienza sono ad elevato rischio di lesioni traumatiche. Si ritiene che i principianti vadano incontro a traumi in misura superiore del 33% nei confronti degli sciatori esperti.

Tra i sessi, il sesso femminile va più facilmente incontro a lesioni del ginocchio, mentre gli uomini sono più colpiti da lesioni alla testa o alle spalle.

 

Lesioni più comuni, cause e provvedimenti

Le lesioni del legamento anteriore del crociato del ginocchio

E’ il più comune trauma nello sciatore. Si osserva più frequentemente in coloro che hanno avuto una lesione precedente del ginocchio ed è più probabile che la lesione sia più grave negli sciatori con un legamento collaterale non troppo robusto o con una lassità del legamento.

Questo succede addirittura in maniera tre volte superiore a quello che può accadere al ginocchio di uno sciatore che abbia avuto un precedente intervento ricostruttivo.

Nello sci vengono descritti due tipi di meccanismi traumatici legati al materiale usato in questo sport:

– quello dovuto allo scarpone che al momento della caduta spinge la tibia in avanti diventando responsabile della rottura del legamento

– quello “da piede fantasma” in cui la coda dello sci ruota il ginocchio in senso opposto rispetto alla sua normale modalità di movimento.

La rottura del legamento collaterale deve essere di norma riparata con un intervento chirurgico ma la decisione operare dipende da diversi fattori che possono essere così sintetizzati:

  • l’età del paziente
  • il grado d’instabilità, associato ad altre anomalie quali la lesione del collaterale mediale del legamento o la rottura del menisco
  • il praticare sport o attività lavorative che richiedono di far perno sul piede

 

Le lesioni della spalla

Le lesioni della spalla sono meno comuni delle lesioni del ginocchio.

La lussazione completa dell’articolazione della spalla, le dislocazioni anteriori, la lesione della cuffia rotatoria (per “cuffia dei rotatori “si intende un complesso muscolae e capsulo-tendineo che forma una vera e propria “cuffia” che ricopre la testa dell’omero e lo mantiene in sede con possibilità di tutti movimenti) e le contusioni della spalla causata da una caduta a braccio teso, sono le più comuni. I sintomi della lussazione possono variare da un dolore poco intenso ad una completa rottura dell’articolazione in cui può avere la fuoriuscita della testa dell’omero con deformazione della spalla e talvolta fuoriuscita verso il collo e anche un’alterata sensibilità di tutto il braccio per interessamento dei nervi.

La riabilitazione segue solitamente un programma di trattamento di tre fasi: il ghiaccio o la terapia del freddo ed l’immobilizzazione.

L’ immobilizzazione può variare da tre – sei settimane.

Il recupero completo da una dislocazione anteriore può essere di 6 settimane – 6 mesi considerando l’immobilizzazione e gli esercizi di recupero e rafforzamento ed i postumi dell’intervento se necessario.

 

Il pollice dello sciatore o Le lesioni da distorsione del pollice

Al pollice va riferito il 40% circa di tutte le lesioni all’arto superiore con la lesione del legamento collaterale dell’ulna e dell’articolazione metacarpo-falangea (conosciuto come pollice dello sciatore) che ne maggiormente è responsabile.

La lesione avviene per abduzione e l’iperestenzione forzata dell’articolazione. Nello sciare questo è il risultato di una caduta mentre si tiene il bastoncino che trasporta il pollice nella neve.

Il dolore alla palpazione sull’ulna e pollice e la difficoltà di presa fra il pollice e di indice ne sono i sintomi principali.

Il trattamento dipende dalla gravità sino alla rottura completa che richiede l’intervento chirurgico. Una rottura parziale del legamento può essere trattata con quattro – cinque settimane d’ immobilizzazione assoluta seguita da terapia di mobilizzazione e rafforzamento. Una distorsione leggera può essere curata con esercizi di rafforzamento non appena il dolore lo permette. Una tecnica eccellente ma semplice e può essere l’applicazione di bendaggi per sostenere un’articolazione debole ed impedire la lesione o il suo ripetersi.

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Tratto da: https://www.unisalute.it/unisalute/doc/articoli_medici/sciare.pdf
www. artros.it