Artros

Clinica ortopedica


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La storia del paziente: Muhamed Baltić, atleta professionale, taekwondo

34-img_120547136240685-a8824b9bc5a44cdd“Ho deciso per il trattamento della lesione del ginocchio nella clinica Artros secondo la raccomandazione del mio amico fisiatra. Siccome ero molto soddisfatto, dopo un anno la ho visitato ancora una volta, questa volta a causa della lesione della spalla.

Lotta con il dolore

Muhamed Baltić, atleta professionale, due volte campione europeo e mondiale in taekwondo e allenatore della squadra nazionale slovena, tutta la sua vita non ha subito quasi nessuna lesione. Poi ha invece in un anno subito due lesioni che hanno necessitato l’operazione e riabilitazione di più mesi. Nel 2010 Dott. Mohsen Hussein ha eseguito la ricostruzione del legamento crociato anteriore, un anno dopo la lesione dei tendini della cuffia dei rotatori ha necessitato l’intervento in artroscopia, eseguita da Dott. Martin Mikek.

“Tutte e due le lesioni sono occorse durante uno scontro. La lesione del ginocchio destro è occorsa dopo il salto con rotazione, la lesione della spalla destra invece era una conseguenza di un impatto durante una lotta,” Muhamed spiacevolmente ricorda gli incidenti. Allo stesso tempo aggiunge che in taekwondo proprio queste due giunture sono le più esposte agli incidenti. Quando è occorsa la prima lesione, quella di ginocchio, Muhamed ha scelto la clinica Artros secondo raccomandazione del suo amico fisiatra. Dopo la risonanza magnetica (RM) era chiaro che il trattamento operativo sarà necessario, la ricostruzione del legamento crociato, la quale era eseguita da Dott. Hussein. Allo stesso tempo, la risonanza magnetica e l’intervento operativo hanno dimostrato che Mohamed ha già subito cambiamenti sulla cartilagine. Questa lesione era poi con successo trattata con il metodo Orthokine. L’intervento in artroscopia era condotto senza complicazioni, così come la riabilitazione. Dopo sei mesi il ginocchio era già di nuovo in piena forma.

Sfortunatamente, nel 2011 il nostro atleta di successo è ritornato nel centro Artros con una nuova lesione. Durante l’allenamento durante la preparazione si ha rotto i tendini della cuffia dei rotatori della spalla destra. Secondo l’estimazione di Dott. Mikek che ha operato le spalle, la situazione era seria e l’intervento di successo. “Abbiamo fatto l’intervento in artroscopia con sutura dei tendini danneggiati. L’intervento era di routine e la riabilitazione di signor Baltić dopo l’intervento era senza problemi e già dopo quattro mesi ha cominciato di nuovo con gli allenamenti. Con l’intervento ha riacquistato la funzione normale della spalla e per questo oggi nonostante una lesione seria non ha subito nessuna conseguenza e può senza limitazioni praticare taekwondo,” racconta Dott. Mikek, soddisfatto con il risultato del trattamento.

Muhamed, a cui taekwondo rappresenta lo stile di vita, confessa che le esperienze traumatiche hanno prodotto una paura di nuove lesioni e che subito dopo la riabilitazione ha ricominciato a competere col cuore pesante. Comunque, oggi è in un’ottima forma. Questo agosto ha vinto il secondo posto nel quinto giorno del campionato mondiale di taekwondo dei veterani in Tagikistan nella categoria gold, cintura nera. Ora si sta già preparando per il campionato Europeo del 2015 in Italia.

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Lesioni traumatiche da sci

imagesCATJK24LBenché lo sport sciistico abbia la reputazione di essere uno sport pericoloso, le statistiche indicano che le percentuali generali di lesioni traumatiche causate dallo sci, grazie ai notevoli progressi tecnici sia in tema di attrezzature che di migliore preparazione delle piste e forse anche ad una maggiore preparazione fisica, si sono ridotte, durante gli ultimi quindici anni, del 50%.

La parte del corpo che più frequentemente è colpita è il ginocchio e rappresenta circa il 45% di tutte lesioni da sci, ma, durante gli ultimi quindici anni, a fronte della diminuzione del numero degli incidenti è aumentato il numero delle lesioni più gravi a carico dello stesso, quali la rottura dei legamenti collaterali che ha raggiunto l’entità del 172%.

 

Chi maggiormente va incontro a tali lesioni?

La ricerca suggerisce che gli sciatori più giovani più alti e magri e quelli con meno esperienza sono ad elevato rischio di lesioni traumatiche. Si ritiene che i principianti vadano incontro a traumi in misura superiore del 33% nei confronti degli sciatori esperti.

Tra i sessi, il sesso femminile va più facilmente incontro a lesioni del ginocchio, mentre gli uomini sono più colpiti da lesioni alla testa o alle spalle.

 

Lesioni più comuni, cause e provvedimenti

Le lesioni del legamento anteriore del crociato del ginocchio

E’ il più comune trauma nello sciatore. Si osserva più frequentemente in coloro che hanno avuto una lesione precedente del ginocchio ed è più probabile che la lesione sia più grave negli sciatori con un legamento collaterale non troppo robusto o con una lassità del legamento.

Questo succede addirittura in maniera tre volte superiore a quello che può accadere al ginocchio di uno sciatore che abbia avuto un precedente intervento ricostruttivo.

Nello sci vengono descritti due tipi di meccanismi traumatici legati al materiale usato in questo sport:

– quello dovuto allo scarpone che al momento della caduta spinge la tibia in avanti diventando responsabile della rottura del legamento

– quello “da piede fantasma” in cui la coda dello sci ruota il ginocchio in senso opposto rispetto alla sua normale modalità di movimento.

La rottura del legamento collaterale deve essere di norma riparata con un intervento chirurgico ma la decisione operare dipende da diversi fattori che possono essere così sintetizzati:

  • l’età del paziente
  • il grado d’instabilità, associato ad altre anomalie quali la lesione del collaterale mediale del legamento o la rottura del menisco
  • il praticare sport o attività lavorative che richiedono di far perno sul piede

 

Le lesioni della spalla

Le lesioni della spalla sono meno comuni delle lesioni del ginocchio.

La lussazione completa dell’articolazione della spalla, le dislocazioni anteriori, la lesione della cuffia rotatoria (per “cuffia dei rotatori “si intende un complesso muscolae e capsulo-tendineo che forma una vera e propria “cuffia” che ricopre la testa dell’omero e lo mantiene in sede con possibilità di tutti movimenti) e le contusioni della spalla causata da una caduta a braccio teso, sono le più comuni. I sintomi della lussazione possono variare da un dolore poco intenso ad una completa rottura dell’articolazione in cui può avere la fuoriuscita della testa dell’omero con deformazione della spalla e talvolta fuoriuscita verso il collo e anche un’alterata sensibilità di tutto il braccio per interessamento dei nervi.

La riabilitazione segue solitamente un programma di trattamento di tre fasi: il ghiaccio o la terapia del freddo ed l’immobilizzazione.

L’ immobilizzazione può variare da tre – sei settimane.

Il recupero completo da una dislocazione anteriore può essere di 6 settimane – 6 mesi considerando l’immobilizzazione e gli esercizi di recupero e rafforzamento ed i postumi dell’intervento se necessario.

 

Il pollice dello sciatore o Le lesioni da distorsione del pollice

Al pollice va riferito il 40% circa di tutte le lesioni all’arto superiore con la lesione del legamento collaterale dell’ulna e dell’articolazione metacarpo-falangea (conosciuto come pollice dello sciatore) che ne maggiormente è responsabile.

La lesione avviene per abduzione e l’iperestenzione forzata dell’articolazione. Nello sciare questo è il risultato di una caduta mentre si tiene il bastoncino che trasporta il pollice nella neve.

Il dolore alla palpazione sull’ulna e pollice e la difficoltà di presa fra il pollice e di indice ne sono i sintomi principali.

Il trattamento dipende dalla gravità sino alla rottura completa che richiede l’intervento chirurgico. Una rottura parziale del legamento può essere trattata con quattro – cinque settimane d’ immobilizzazione assoluta seguita da terapia di mobilizzazione e rafforzamento. Una distorsione leggera può essere curata con esercizi di rafforzamento non appena il dolore lo permette. Una tecnica eccellente ma semplice e può essere l’applicazione di bendaggi per sostenere un’articolazione debole ed impedire la lesione o il suo ripetersi.

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Tratto da: https://www.unisalute.it/unisalute/doc/articoli_medici/sciare.pdf
www. artros.it


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La storia del paziente: Saša Golob, atleta

Il carico le è caduto dalla spalla

32-golobsasa-c93bf358e3f734bbPrima che ha Saša Golob, la nostra atleta di successo, due anni fa vinto il primo posto nel campionato mondiale nella disciplina di corpo libero, ha dovuto affrontare uno degli ostacoli più grandi degli atleti professionisti – una lesione. “Il momento peggiore è quando sai che puoi farcela e vuoi dare il meglio di se stesso ma il corpo non te lo permette,” ricorda Saša della sua stagione più difficile.

Nel 2010 ha iniziato a farle male, senza alcuna lesione, la spalla sinistra. Prima ha cercato aiuto dai fisioterapisti, ma i problemi non sono svaniti. Quando dopo tre mesi il dolore era così forte che non poteva neanche alzare più il braccio, ha visitato nel il centro Artros un ortopeda specialista.

La diagnosti di dottor Mikek non era incorragiante. Il muscolo nella spalla sinistra era così danneggiato che era neccessaria un’artroscopia immediata. “Non avevo paura dell’operazione perché mi fidavo di dottor Mikek. Si è preso il tempo di spiegarmi il corso completo dell’intervento e della riabilitazione e ha risposto a tutte le mie domande. Era veramente gentile,” dice Saša del dottore. “Avevo solo paura che la spalla non si riprenderebbe in tempo. Poco prima dell’operazione ho firmato un contratto di borsa di studio con l’università degli Stati Uniti e fino alla partenza, cioè sei mesi dopo l’intervento, dovevo essere in un’ottima forma.”

Per fortuna il corpo di Saša ha reagito molto bene alla riabilitazione nel centro Artros Reha. Così l’atleta ha tre mesi dopo l’intervento potuto già fare la verticale. Per esercizi sulla sbarra, dove il peso del corpo carica proprio la giuntura della spalla, ha invece avuto bisogno di sei mesi. “Il periodo più difficile della riabilitazione era quello di due mesi dopo l’intervento. In quel periodo mi sembrava che potevo caricare la spalla più di quanto mi era consentito, ma dovevo trattenermi perché la lesione si poteva ripetere. Per questo ho ubbidito alle istruzioni di dottor Mikek e della fisioterapista Mojca, anche se in alcuni momenti era molto difficile trattenersi,” confessa sincermente l’atleta.

Oggi è molto grata per la pazienza. Grazie alla riabilitazione corretta, quasi non sente più le conseguenze della lesione e può senza problemi fare tutti gli esercizi di ginnastica. In questo momento è sul primo posto nel campionato mondiale nella disciplina di corpo libero. Se continuerà in questo modo si potranno ripetere gli ottimi risultati del 2012.