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Clinica ortopedica

Riconoscere la borsite e le sue cause

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borsiteRiconoscere la borsite e le sue cause Un recente articolo pubblicato sul Journal of the American Academy of Orthopaedic Surgeons non illustra nuovi particolari sviluppi nella ricerca o nella pratica clinica ma sollecita maggiore attenzione verso una patologia molto comune ma spesso trascurata: la borsite. Ne è autore Daniel Aaron, della Brown University di Providence (Rhode Island), che si concentra sulle quattro forme più diffuse: dell’anca (borsite trocanterica), del ginocchio (borsite prerotulea), del gomito (borsite olecranica) e del calcagno (borsite retrocalcaneare).

«La borsite – esordisce Aaron – è causa frequente di dolori a livello muscolo-scheletrico tali da indurre chi ne soffre a richiedere un consulto ortopedico. Una delle sfide che il clinico deve fronteggiare è proprio la necessità di riconoscerla, differenziandola da altre condizioni patologiche che presentano sintomi simili, come artrosi, fratture, lesioni a tendini o legamenti e tumori. Inoltre, la borsite può derivare da cause infettive o traumatiche e, una volta individuata, un’altra sfida altrettanto impegnativa è distinguerne l’origine».

L’articolo scientifico si caratterizza per la sua sistematicità e fornisce alcuni utili schemi riassuntivi. Uno tra questi elenca i sintomi tipici delle borsiti: dolore in presenza o assenza di movimento articolare e quando la borsa viene toccata; gonfiore, arrossamento della pelle e calore nell’area circostante l’articolazione. Ma Daniel Aaron fa notare che non tutti i tipi di borsite hanno lo stesso tipo di sintomi. La borsite trocanterica può comportare dolore sulla parte laterale dell’anca, che spesso si irradia verso la coscia. Tutta l’area può risultare dolorosa al tatto e, sebbene il range of motion dell’articolazione possa apparire normale, i sintomi tendono a esacerbarsi in seguito a semplici movimenti come camminare, salire le scale o alzarsi da posizione seduta.

La borsite prerotulea può essere favorita da una serie di fattori come la ripetizione di micro-traumi (come il frequente e prolungato atto di inginocchiarsi), disordini del sistema immunitario, l’alcolismo, la malattia polmonare ostruttiva cronica, l’insufficienza renale o l’utilizzo a livello locale di corticosteroidi. Il dolore associato al movimento è raro, a meno che l’articolazione venga flessa in maniera pronunciata. La borsite olecranica deriva generalmente da una lunga ripetizione di piccoli traumi. Spesso è caratterizzata da gonfiore, che ha una consistenza più morbida quando è presente un’infezione.

Infine, quando colpisce il calcagno, il dolore si estende intorno al tendine di Achille e la zona è spesso molle alla pressione. Anche qui entra solitamente in gioco l’overuse ed è quindi comune in atleti che si allenano nella corsa, soprattutto fuori pista e ancor di più su terreni non pianeggianti.

L’approccio chirurgico per la soluzione della patologia rappresenta l’extrema ratio. Diversi tipi di trattamenti non chirurgici sono spesso efficaci, tra cui l’utilizzo di impacchi di ghiaccio o di bendaggi compressivi; la modifica di alcune attività quotidiane in modo da ridurre l’irritazione sull’area interessata; il ricorso ad antibiotici o ad antinfiammatori non steroidei; infiltrazioni di corticosteroidi (ginocchio e gomito); esercizi di stretching o sostituzione delle calzature (calcagno). Quando questi interventi non danno i risultati sperati, allora si può ricorrere alla chirurgia.

«La scelta del trattamento migliore – ribadisce Aaron – passa attraverso l’identificazione delle cause e della presenza di un eventuale processo infettivo».

Tratto da: http://www.orthoacademy.it/ginocchio/riconoscere-la-borsite-e-le-sue-cause/#sthash.sVfXw3t8.dpuf

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