Artros

Clinica ortopedica

Il meccanismo di rottura del legamento crociato

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Alpine Skiing Previews - Winter Olympics Day 1La conoscenza dei meccanismi che portano alle lesioni del legamento crociato anteriore nella pratica dello sci alpino, e in particolare tra gli sciatori professionisti, è ancora limitata. Su American Journal of Sports Medicine sono stati pubblicati i risultati di una ricerca che potranno forse aiutare nella prevenzione di questo tipo di infortuni. «Prima di addentrarci in questo studio non avevamo alcuna idea di come avvenissero i traumi, spesso devastanti, al legamento crociato anteriore degli sciatori della Coppa del Mondo – commenta di Roald Bahr, della Scuola norvegese in scienze dello sport e co-autore dello studio –. La maggior parte delle persone probabilmente pensa che la lesione si verifichi in conseguenza a una caduta, ma il nostro studio dimostra come il legamento si lacera mentre l’atleta sta ancora sciando e la caduta ne è solo il risultato».
Il gruppo di ricerca – composto da sette esperti di medicina sportiva e di biomeccanica dello sci – ha esaminato 20 video relativi a rotture del crociato anteriore avvenute durante tre stagioni consecutive di Coppa del Mondo di sci, dal 2006 al 2009 e ha descritto nel dettaglio il meccanismo che in ciascun caso ha condotto alla lesione.

Si è scoperto che alcune dinamiche si ripetono. La più comune (50% dei casi) si verifica quando lo sciatore sta facendo una curva e perde la pressione sullo sci esterno e, mentre cerca di estendere il ginocchio esterno per riacquistare aderenza al terreno, il margine interno dello sci urta improvvisamente la neve subendo un contraccolpo e obbligando il ginocchio a una rotazione interna in valgo. La forza esercitata da questa rotazione sul ginocchio è eccessiva per il legamento crociato anteriore, e può portarne alla rottura. Bahr e i suoi colleghi hanno riscontrato lesioni al legamento anche quando, durante uno slalom, lo sci interno si aggancia a uno dei paletti e lo sciatore è costretto a una rotazione innaturale. Il terzo meccanismo evidenziato ripetutamente (quattro dei venti infortuni si sono verificati in questo modo) si verifica durante un atterraggio da un salto, quando lo sciatore si sbilancia all’indietro e atterra sule code dello sci.

Gli infortuni osservati in questa ricerca si riferiscono alle specialità relativamente meno pericolose dello sci alpino: slalom speciale, slalom gigante e super-G e non nelle discese libere, caratterizzate da cadute talvolta molto più gravi. Quanto alle peggiori condizioni di neve, si verificano soprattutto verso la fine della stagione agonistica, quando le temperature sono più alte e la neve è meno compatta. Anche se queste lesioni guariscono solitamente entro un anno, la possibilità che preludano a future artrosi è decisamente superiore alla media, qualunque sia il trattamento ricevuto.

Lo studio ha anche una valenza in chiave di prevenzione. «Anche per gli sciatori non professionisti, uno dei messaggi – ha dichiarato alla Reuters lo specialista di medicina sportiva e sci Michael Tuggy – è che bisogna imparare a cadere e che bisogna combattere la naturale tendenza a mantenere una posizione arretrata e a cadere all’indietro».

 

Tratto da: http://www.orthoacademy.it/ginocchio/il-meccanismo-di-rottura-del-legamento-crociato/

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