Artros

Clinica ortopedica

LCA: le tre variabili che influenzano le recidive

Lascia un commento

ginocchioDopo un intervento di riparazione del legamento crociato anteriore, una nuova rottura che renda necessario un ritorno in sala operatoria è purtroppo un evento frequente. Uno studio presentato lo scorso luglio, in occasione del congresso annuale della American Orthopaedic Society for Sports Medicine (Aossm), suggerisce però che esiste la possibilità di identificare dei fattori di rischio e dunque di ridurre al minimo l’eventualità di un re-intervento, soprattutto grazie a un’adeguata collaborazione con i pazienti, che vanno educati a comportamenti corretti.

Il coordinatore del gruppo di ricerca è stato Christopher C. Kaeding, medico della Ohio State University, che ha affermato: «il nostro studio suggerisce che vi sia un numero ristretto di fattori di rischio che influiscono sulla probabilità di dover ricorrere a un nuovo intervento: l’età del paziente, il tipo di innesto utilizzato e il livello di attività fisica». Proprio in riferimento a quest’ultimo punto, Kaeding ha aggiunto che «migliorando l’aspetto formativo riguardo agli atteggiamenti da tenere sulla base dei fattori di rischio, i pazienti possono essere in grado di ridurre al minimo le recidive».

Il medico americano e il suo gruppo di ricerca hanno analizzato i dati di 2.695 pazienti registrati in uno specifico database contenente gli interventi di riparazione del legamento crociato anteriore (Moon Acl injury database). Tutti i pazienti avevano una storia di ricostruzione primaria del Lca e nessun precedente intervento chirurgico al ginocchio controlaterale. I fattori esaminati dai ricercatori sono stati: il tipo di innesto, l’età, lo sport praticato dopo l’intervento chirurgico, il sesso, l’abitudine al fumo, lo stato della lesione meniscale e l’Indice di massa corporea (Bmi).

L’analisi dei dati ha mostrato che in 116 casi (il 4,3% del totale) si era registrata una nuova rottura del legamento sullo stesso lato in cui c’era stato il primo infortunio e il successivo innesto, mentre erano stati 97 (3,6%) i pazienti che avevano subito una rottura controlaterale. In termini percentuali, le probabilità di una nuova lesione del legamento operato sono diminuite del 9% per ogni anno in più di età del paziente, mentre quelle di un nuovo strappo al legamento crociato del lato opposto sono diminuite del 4% per ogni anno d’età.

Kaeding ha così commentato il risultato: «lo studio mette in evidenza che un’età più giovane, una più intensa attività fisica al momento della rottura e un trapianto allogenico possono aumentare il rischio di nuova lesione del legamento operato nei primi due anni. Nei pazienti più attivi e più giovani, una nuova lesione, ma nella gamba opposta alla prima, è risultata predominante».

Knee sport injuryCerto non si può intervenire sul fattore età, ma secondo il ricercatore americano «i medici e i fisioterapisti devono educare meglio i pazienti riguardo a un corretto allenamento neuro-muscolare, che deve continuare anche dopo la fine del primo programma di riabilitazione, in modo da aiutarli a prevenire future lesioni».

 

American Orthopaedic Society for Sports Medicine (Aossm) Annual Meeting 2014

Tratto da: http://www.orthoacademy.it/ginocchio/lca-le-tre-variabili-che-influenzano-le-recidive/#sthash.YWNk2Pbe.dpuf

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...